Comunicazioni del Dirigente

Visite: 835

Cari Studenti, cari Genitori

 

Dal prossimo 29 gennaio, per due settimane, gli studenti dei Licei Vittorini e Gorgia di Lentini e Francofonte saranno sottoposti alle sperimentazioni delle classi aperte e delle U.d.A. (Unità di Apprendimento).

Si tratta di importanti sperimentazioni, da tempo sollecitate dagli esperti del sistema scolastico italiano, che costituiscono nerbi essenziali delle metodologie didattiche in uso nelle scuole dei Paesi occidentali più avanzati, monitorati dall’O.C.S.E. (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Alcuni di questi Paesi - Corea, Finlandia, Giappone, Germania per dirne alcuni - testimoniano una forte correlazione tra gli indici del  successo scolastico e i tassi di crescita economica e sociale, ponendo un problema importante al sistema Italia caratterizzato invece, come a tutti noto, da bassi tassi di crescita accompagnati da risultati scolastici incerti che si rivelano in due indicatori di preoccupante chiarezza: insufficiente scolarizzazione (percentuale tra le peggiori in Europa di diplomati e laureati), carenti competenze linguistiche e matematiche (dati INVALSI e OCSE-PISA).

Questa condizione impone alla scuola italiana, che pur vanta tradizioni meritorie e di riconosciuta importanza, la necessità di doversi sperimentare alla ricerca di nuove vie e di nuovi strumenti di costruzione e trasmissione del sapere, nella consapevolezza della sua funzione costituzionale di formare cittadini pienamente inseriti nei compiti e nelle responsabilità civili, sociali ed economiche della società cui appartengono.

Questo compito non è facile.

Abbisogna innanzitutto della consapevolezza e della partecipazione di tutte le componenti della comunità scolastica: i docenti, gli alunni, i genitori. Senza la coscienza della necessità impellente di battere nuove vie rischia di naufragare la ragione sociale della scuola italiana e con essa la speranza di rinascita e riemersione dalla decadenza della nostra società.

Abbisogna dello sforzo e della abnegazione di tutti i docenti e operatori della scuola che, ancorché mortificati dalla china discendente che da troppi anni zavorra il loro ruolo e la loro autostima, sono chiamati a decostruire metodi, prassi, impostazioni culturali forti che hanno sostenuto la loro maniera di pensare il sapere, per tracciare sentieri nuovi che mettono in discussione anni di studio e di lavoro. Uno sforzo, sostenuto dalle sempre più numerose esperienze Erasmus, che consente ai nostri alunni e ai nostri insegnanti di confrontarsi con i sistemi educativi di tanti paesi europei e che  tuttavia è estremamente entusiasmante,  perché restituisce il significato più autenticamente intellettuale del lavoro nella scuola.

Abbisogna della passione e della serietà degli studenti, che devono vivere le attività svolte nel corso delle due settimane non come deviazioni dall’abituale corso scolastico – come se solo lì vi fosse la chiave magica dell’apprendimento – bensì come occasioni importanti per recuperare e consolidare questioni ancora incerte e, ancor più, come il momento nel quale è possibile abbandonare il rigido impianto logico e cronologico dei vecchi programmi e avvicinarsi finalmente alla discussione di temi e argomenti urgenti della contemporaneità, che resta, il più delle volte, soffocata dai binari rigidi delle impostazioni tradizionali delle discipline. Gli allievi per primi devono denunziare il rischio di fallimento sostanziale del nostro sistema scolastico, spesso incapace di immergerli nella concretezza del dibattito culturale e sociale contemporaneo e con la colpa imperdonabile di pregiudicare gravemente la loro assunzione piena del diritto di cittadinanza attiva e responsabile.

Abbisogna infine della fiducia e della buona disposizione verso la scuola di  Voi Genitori, chiamati a guardare con simpatia lo sforzo di cambiamento intrapreso dal nostro Istituto, a dare sostegno al lavoro di messa in discussione e sperimentazione dei tanti professori seri e intellettualmente onesti che lavorano nelle nostre classi, a dare sostegno ai vostri figli perché interpretino nella maniera migliore l’opportunità che viene loro offerta di saggiare metodologie e strumenti di lavoro di tanti loro compagni europei e occidentali; chiamati soprattutto voi stessi a ripensare l’orientamento della scuola, che non può rimanere imbalsamata nelle impostazioni storicistiche, formali e astratte che furono a loro tempo della Riforma Gentile, sebbene tanti meriti abbia avuto nel passato della formazione italiana; non si può continuare a fermare i vostri figli alla Storia, alla Letteratura, alla Filosofia, all’Arte dei primi del ‘900, escludendoli dalla comprensione del mondo contemporaneo, solo perché si rimane imbrigliati entro il procedere cronologico dei vecchi programmi; non si può restare inerti dinanzi alle scandalose carenze matematiche, scientifiche e linguistiche denunciate dagli allievi italiani nelle indagini internazionali OCSE-PISA, che non sono il risultato di scarso lavoro degli insegnanti o di scarsa qualità dei nostri studenti, bensì effetto di impostazioni e metodi non omologati al contesto generale offertoci dai sistemi scolastici di altri Paesi che sono nostro riferimento; non si può continuare a ignorare nei licei, con la loro presunzione di formare ancora la classe dirigente, l’insegnamento dell’Economia, senza accorgersi di come il suo vocabolario sia ormai diventato il paradigma essenziale di comprensione della nostra vita politica e sociale.

Le attività che saranno sperimentate nel Liceo Vittorini Gorgia, nelle prossime due settimane, tra non molto tempo  costituiranno l’ossatura normale della scuola italiana. Già dal 2010 i vecchi programmi ministeriali sono stati mandati in soffitta e sostituiti dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo; le programmazioni per competenze, da tanti esperti auspicate, stanno diventando realtà e anche nella nostra scuola sono state avviate; esse però trovano la loro piena realizzazione nel lavoro per Unità di Apprendimento e del loro uso i nostri docenti e i nostri studenti hanno bisogno di impratichirsi con le sperimentazioni che ci accingiamo a condurre.

Certo, la scuola è un pachiderma lento a muoversi e non sempre ogni arto sembra spostarsi all’unisono. La strada però è aperta e occorre incamminarsi: facciamoci l’augurio di un cammino sereno e di una meta posta al sole dell’orizzonte.

 

Il Preside

Prof. Vincenzo Pappalardo

Documenti Allegati
FileDescrizione
Scarica questo file (Organizzazione - Classi parallele.pdf)Organizzazione - Classi parallele.pdf 
torna all'inizio del contenuto