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Gli studenti delle classi quinte del liceo delle scienze umane incontrano Sefano Zecchi e Paolo Crepet al convegno sul tema “La scelta universitaria tra passione e realismo. La grande sfida: misurarsi con la prudenza degli adulti senza rinunziare ai propri sogni”

Orientamento post diploma: i consigli del prof. Paolo Crepet e del prof Stefano Zecchi            

(a cura di Martina Bosco, Giulia Cormaci, Giulia Giuga, Alessandra Fontana, Rebecca Marino, Chiara Interlandi)

A noi, futuri neodiplomati, si pone un dilemma: intraprendere gli studi universitari o inserirci subito nel mercato del lavoro? Trovare una risposta non è per tutti facile:  infatti dobbiamo tener conto di molti fattori, come le nostre passioni, i nostri sogni, la famiglia, gli sbocchi lavorativi e le opportunità che il mondo del lavoro ci offre.

 

Giorno 5 dicembre 2018, noi studenti delle classi quinte del liceo delle Scienze Umane, abbiamo potuto formulare le nostre domande ai professori Stefano Zecchi e Paolo Crepet, alla fine del convegno tenutosi alle Ciminiere di Catania dal titolo “La scelta universitaria, tra passione e realismo”.

 

Stefano Zecchi, docente di estetica presso l’Università degli Studi di Milano, ha esordito dicendo che non è tanto importante il percorso liceale, quanto la motivazione e la passione con cui si intraprendono gli studi universitari. Ha quindi sfatato il mito secondo il quale la facoltà di Lettere e Filosofia sforna disoccupati, portando come esempio la figura di Marchionne, ex dirigente della Fiat, laureato in filosofia. Ha inoltre sottolineato l’importanza di una seria formazione filosofica e umanistica, che fornisce competenze apprezzate nel mondo del lavoro, ripercorrendo alcuni momenti della storia della scuola italiana, dalla riforma Gentile alla Legge Codignola del 1969, che permise ai diplomati, provenienti da qualsiasi istituto superiore, il libero accesso a tutte le facoltà universitarie.

 

Il professore Zecchi ha anche rilevato che, rispetto al panorama europeo,  gli studenti italiani, a causa di un percorso scolastico troppo lungo, entrano nel mondo lavorativo più tardi. Il suo consiglio che  è quello di compiere questa scelta seguendo le proprie ambizioni e inclinazioni, ma cercando di evitare sprechi di tempo, soprattutto durante il percorso universitario.

 

L’intervento di Crepet ha catturato la nostra attenzione, perché ha esordito smentendo una frase che viene ripetuta spesso ai giovani “gli anni che stiamo vivendo sono i peggiori rispetto al passato”.

 

Lo psichiatra ha definito provocatoriamente queste affermazioni delle “bugie”, dette con lo scopo di ostacolarci.  È vero che il mondo intorno a noi sta cambiando e ci ritroviamo a vivere in un periodo storico in cui le certezze che avevano i nostri padri e nonni non esistono più o si sono evolute in qualcosa di nuovo, ma è anche vero che noi giovani abbiamo uno strumento  che gioca a nostro vantaggio: Internet.   Quest’ultimo ci permette di interagire con il mondo circostante, di  creare opportunità lavorative. Il noto psichiatra ha raccontato diversi episodi di giovani che hanno colto le opportunità offerte dal mercato  per crare delle attività imprenditoriali nuove. Crepet ci ha sollecitati a seguire i nostri sogni e non quelli degli altri, ad utilizzare la nostra curiosità per scoprire nuove strade. Ha sottolineato come, nei paesi dell’area anglosassone,  la mobilità lavorativa costituisce un valore,  e non una fonte di precarietà,  come da noi:  infatti  trova agevolmente occupazione chi ha un curriculum ricco di esperienze lavorative diverse.  Ci ha, infine,  invitati a rivalutare i mestieri che rischiano di scomparire e che, in virtù della loro rarità, possono anche offrire buoni guadagni.

 

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